Aerei e strategie. Destinazione Africa: nuovo territorio di conquista

Roma, Italia – Non solo le aviolinee europee in corsa per accaparrarsi il promettente mercato

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(WAPA) – Da febbraio un nuovo servizio da Parigi per Accra, che rafforza la sua presenza in Ghana. Non solo, oltre a Windhoek, in Namibia, e alle datate rotte per Dakar (Senegal), e Abidjan (Costa d’Avorio), aumentati i collegamenti anche verso e da Monrovia, in Liberia, a Freetown, in Sierra Leone, e a Luanda, in Angola, e solo parlando del 2017. Indubbiamente volge verso il sud del mondo, in terra d’Africa la strategia del Gruppo franco-olandese Air France-Klm, perché oggi il continente promette ricchi mercati. Perché questo è il decennio della sua rapida crescita economica. Un interesse che va al di là dall’accaparrarsi i collegamenti più redditizi, ma che mira a mettere radici in un terreno fertile con appropriati investimenti e accordi con aviolinee indigene dal grande potenziale. Come spiega Frank Legré, ceo di Air France-Klm Africa: “Per avere successo nel continente ci basiamo su due pilastri: la crescita endogena delle nostre obbligazioni, e accordi di partenariato con le aziende locali”.
Se in Africa occidentale, dove Air France ha collaborato con Kenya Airways (per il 26,73% in mano a Klm), la competizione è meno sentita così come a oriente dove nelle ex-colonie francesi la presenza del vettore aereo d’oltralpe è ormai consolidata (ad esempio conta di aumentare il suo 11% in Air Costa d’Avorio, e non intende cedere “terreno”) , la corsa si fa più serrata a sud.
E qui è guerra aperta, perché oggi questo lembo di mondo fa gola a tutti, a cominciare dalle compagnie del Golfo. Se Legré ha sottolineato un laconico “Cercheremo ulteriori opportunità…”, agguerrite sono Qatar Airways, che ha già piantato la sua bandiera bianco-marrone principalmente a est. L’hanno scorso anche l’aviolinea qatariota ha inaugurato a Windhoek, e nel 2017 intende espandere verso il Camerun ed il Gabon. Come dimenticare Emirates, che dal Golfo serve già 27 destinazioni in Africa per un totale di 370 collegamenti a settimana? Ancora Turkish e molte altre soprattutto europee, compresa la francese Corsair che del continente ha fatto una delle sue aree di sviluppo preferite.
O British Airways, che ieri ha annunciato fra l’altro anche corposi investimenti in diversi aeroporti fra i quali Johannesburg, in Sudafrica. O XL Airways, il cui amministratore delegato Laurent Magnin spiega come la corsa all’Africa sia oggi soprattutto strategica. Le aviolinee competono per prendere una posizione. Al di là del tornaconto immediato chi arriva primo meglio si piazza nel business. Un vantaggio competitivo che farà comodo soprattutto quando il cielo africano sarà davvero aperto alla concorrenza.
Una battaglia guerreggiata fra compagnie convenzionali che hanno mezzi per investire, attratte anche dal fatto che è un mercato che vede un importante sviluppo in un contesto dove si registra il servizio aereo più basso e mal servito, spesso con aerei obsoleti. E, non da ultimo, non operato da vettori low-cost…

(Avionews)
(Cla/Mos)

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(World Aeronautical Press Agency – )

(Fonte: Avionews.com)