Aereo caccia russo abbattuto dai turchi: Erdogan si scusa con Putin. Prologo per una distensione?

Mosca, Russia – Il tempi sembrano maturi per la ricomposizione dello strappo

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(WAPA) – Vladimir Putin attraverso il suo portavove Dmitry Peskov, ha reso noto ieri di aver ricevuto una lettera con la quale il presidente turco Recep Tayyip Erdogan si scusa esprimendo cordoglio per la morte del pilota russo Oleg Peshkov, abbattuto nel novembre del 2015 mentre pilotava un aereo Su-24 in Siria ai confini con la Turchia, ad opera da un caccia F-16 turco. Un episodio che creò una frattura nelle relazioni fra i due Paesi. Ieri le scuse ufficiali vanamente richieste da Mosca e negate fin dall’indomani dell’episodio da Ankara, la quale sosteneva che il velivolo russo era penetrato nel suo spazio aereo. Fatto però non avallato dalla difesa aerea siriana, sul cui territorio è stato rinvenuto il relitto. Così come il corpo del pilota, ucciso dopo che questi si era eiettato, da colpi sparati da terra da militanti del territorio controllato dai turkmeni siriani.
Il tenente colonnello Oleg Peshkov fu insignito del titolo di eroe della Russia e sepolto il 2 dicembrea Lipetsk.
Le scuse ufficiali che Erdogan ha rivolto anche ai familiari del pilota sono il primo segnale di distensione dopo una lunga serie di attriti che hanno reso i rapporti fra i due governi sempre più tesi. Rapporti che fino ad un paio d’anni fa erano più che amichevoli, così come floridi gli scambi commerciali e industriali. In occasione dei Giochi olimpici di Sochi del 2014 ad esempio gran parte delle infrastrutture erano state opera di imprese turche. In cambio a quelle russe erano andati gli appalti del valore di 20 miliardi di dollari per la costruzione di una centrale nucleare. Al momento della crisi era in progetto anche la costruzione di un gasdotto attraverso il Mar Nero che avrebbe alimentato con gas naturale russo la Turchia. Dopo quest'”Incidente” entrambi vennero naturalmente accantonati.
Una frattura che a lungo andare avrebbe finito col minare i fruttuosi interessi commerciali fra i due territori. E che entrambi hanno interesse di sanare, in ballo solo per citarne qualcuna l’esportazione di grano russo, che è uno dei più importanti scambi fra le due Nazioni essendone la Turchia il più grande acquirente dopo l’Egitto. Senza contare il commercio del riso, del petrolio e del gas, e il turismo russo verso quel territorio. Dal canto suo la Turchia offre altri prodotti agricoli, macchinari, servizi.
In questo scenario dunque le scuse di ieri sembrano aver trovato terreno fertile per una ricomposizione delle relazioni. (Avionews)
(Cla/Mos)

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(World Aeronautical Press Agency – )

(Fonte: Avionews.com)