In 80 giorni, aveva dimostrato Jules Verne, si può fare il giro del mondo senza aerei. Alitalia, però, ha lo stesso lasso di tempo per una missione ancora più difficile: presentare un piano industriale dettagliato, condiviso da azionisti, investitori e creditori, e dare il via alla ristrutturazione.

Secondo quanto emerso nell’incontro di ieri tra i vertici della compagnia aerea, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e quello dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, Az dispone attualmente di liquidità fino al 31 gennaio. E, per quanto riguarda i tagli al personale (le cifre parlerebbero di 1.600 posti di lavoro a rischio su un totale di 12mila dipendenti), i rappresentanti del Governo sono stati chiari: prima il piano, poi gli esuberi.

Una sorta di braccio di ferro tra un management ansioso di rimettere in sesto i conti della compagnia e un Governo che vuole, prima di tutto, certezze sul futuro dell’azienda.

I piani
Le idee sul piatto non mancano, come riportano (e hanno riportato nei giorni scorsi) diverse fonti di stampa. Dalla riduzione dei costi fino alla revisione degli accordi con Delta, passando da un nuovo modello di business che vede lo sdoppiamento della compagnia tra un long haul legacy e un corto raggio in chiave low cost.

La posizione del Governo
Ma tutto questo, è la posizione del Governo, deve essere tradotto in un piano dettagliato “che definisca il progetto di lungo periodo e il rilancio”, come riporta una nota del ministero dello Sviluppo economico.

Il conto alla rovescia è iniziato. Prossima tappa, il nuovo incontro tra azienda e Governo tra tre settimane.

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