Bona, Italo: «Andiamo “all’arrembaggio” del Nordest»

Italo, Bona, Fabrizio Bona,

Marco De Angelis e Fabrizio Bona

«Inizia l’arrembaggio del Nordest». Così Fabrizio Bona, chief commercial officer di Italo sintetizza i nuovi obiettivi della compagnia, forte dell’ingresso di 12 nuovi Italo Evo (11 per l’esattezza, l’ultimo arriva in agosto n.d.r.) e pronta quindi a rafforzare la presenza nel triveneto. «In questi anni ci siamo concentrati sulla dorsale tirrenica – prosegue il manager – operazione che ha dato i suoi frutti e che ora, con i nuovi arrivi in flotta, ci permette di combattere ad armi pari con il competitor, riuscendo ad avere un treno ogni 30 minuti».

La conquista del Nordest vede un’offerta di 14 servizi al giorno tra Milano e Venezia con 8 corse prolungate fino a Torino. In più, dal 1° agosto, saranno introdotte tre nuove fermate in Trentino Alto Adige, ovvero Bolzano, Trento e Rovereto.
Tutte destinazioni strategiche sia in ottica leisure ma anche per quanto riguarda il business travel, essendo un’area «ad alta concentrazione industriale – spiega Bona -. Anche i 5 nuovi treni che arriveranno nel 2019 saranno posizionati su quest’area, così da essere davvero competitivi. La concorrenza fa sempre bene al mercato, da che ci siamo noi sulla trasversale del Nordest i prezzi si sono abbattuti del 50%».

Anche perché nel corso della sua breve storia Italo ha vissuto momenti altalenanti ma dall’ultimo anno a questa parte tutto sta girando per il verso giusto e con un azionista alle spalle come il fondo statunitense Gip, si può pensare in grande. «Avere una proprietà che è un fondo multimiliardario – conclude il cco -, da una parte conferma la bontà del nostro progetto e ci dà soddisfazione dall’altra, abbiamo la sicurezza di avere solidità anche nel prossimo futuro».
E i numeri danno ragione a Bona: il 2017 di Italo si è chiuso con ricavi in rialzo del 24,8% sull’anno precedente, pari a 454,9 milioni di euro, un risultato netto di 33,8 milioni di euro e 12,8 milioni di passeggeri trasportati.

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