Incidente B737 MAX, grounding della macchina per Ethiopian e i vettori cinesiTempo di lettura: 2 minuti

737MAX wingletSono molteplici le contromisure a scopo cautelativo che il mondo dell’aviazione sta adottando in queste ore, a seguito del tragico incidente del volo ET302 avvenuto ieri in Etiopia: le numerose apparenti similitudini con il crash della Lion Air dello scorso ottobre hanno indotto l’ente che regola l’aviazione civile cinese a disporre il grounding di tutti i B737 MAX operativi presso le compagnie nazionali; a questi si aggiungono tutti gli esemplari superstiti di Ethiopian Airlines  – comunicato a seguire – e i due velivoli di Cayman Airways presi in leasing da ALC (Air Lease Corporation).

EASA e FAA, i maggior organi di sicurezza del vecchio continente e degli USA, hanno posto in essere un accurato sistema di sorveglianza ma al momento non hanno preso alcuna decisione in merito al fermo delle macchine; sul fronte italiano solo Air Italy opera con i 737 MAX, e a tal proposito è intervenuta ENAC con una dichiarazione: “Gli aeromobili di questo modello nella flotta italiana sono 3, in uso alla compagnia Air Italy. Dalle verifiche condotte dall’ENAC si conferma che il vettore italiano opera in piena osservanza delle prescrizioni operative emesse dal costruttore Boeing e approvate dalla FAA – Federal Aviation Administration, Ente americano certificatore dei velivoli Boeing, dopo un incidente analogo verificatosi in Indonesia nell’ottobre 2018 che aveva coinvolto un aeromobile Boeing 737 Max 8. Le prescrizioni riguardano sia la formazione dei piloti, sia l’aggiornamento dei manuali di volo. L’ENAC, inoltre, è in contatto con la EASA – European Aviation Safety Agency, Agenzia europea per la sicurezza aerea, per le eventuali determinazioni europee in merito a tale tipologia di velivoli”.

Ad Enac fa però da contraltare la presa di posizione di più di un sindacato dei naviganti, che hanno chiesto il fermo dei B737 MAX anche sul nostro territorio.

Proseguono intanto le operazioni in loco: sono stati recuperati poche ore fa i due registratori di bordo (Cockpit Voice Recorder and Flight Data Recorder) i quali aiuteranno sensibilmente nell’accertare le responsabilità di questo secondo incidente mortale per un MAX 8.

Il programma B737 MAX, colonna portante del business di Boeing con un backlog di ordini che sfiora oggi le 5000 unità, è fortemente strategico e potenzialmente critico per quanto riguarda il colosso di Seattle, e sarà quindi più che mai necessario unire accuratezza e velocità nelle indagini al fine di isolare subito e correggere eventuali problemi connessi al velivolo.

In considerazione della presenza di otto cittadini italiani tra le vittime dell’incidente l’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV) ha comunicato di aver designato – sulla base della normativa internazionale (Annesso 13 ICAO) in materia di inchieste aeronautiche – un proprio investigatore, in qualità di osservatore, nell’inchiesta condotta dall’omologa Autorità investigativa etiope. Tale investigatore opererà nei limiti consentiti dall’ordinamento internazionale.

(Fabrizio Ripamonti | Ph. credit: The Boeing Company)

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