Sardegna: La resa di Alitalia e Meridiana

Pubblicato da Naviganti.org il 25 gennaio alle ore 03 : 50 AM Stampa

Alitalia e Meridiana sono arrivate spavalde alla riunione con l’assessore ai trasporti. È teatro. Col passare delle ore, sarà facile capire che la recita “attenti, noi siamo i pistoleri” è solo una maschera. I volti da duro sono di facciata. Oggi hanno paura della concorrenza, degli aerei mezzo vuoti e soprattutto sono terrorizzate dal rischio di perdere la prossima continuità territoriale.

È per questo che Meridiana e Alitalia ieri hanno accettato dalla prima all’ultima clausola dell’accordo proposto (o imposto?) dall’assessore Christian Solinas e dal consulente della Regione Massimo Deiana, preside di Giurisprudenza. È l’accordo destinato a blindare da subito il vecchio contratto su tutte le rotte da e per la Sardegna fino a quando non ci sarà l’assegnazione (a marzo, sarà operativa in estate) del bando che dal 12 gennaio ha messo a gara le corse da Alghero, Cagliari e Olbia verso Roma e Milano. Il patto è stato mandato giù persino dal cavaliere nero di Meridiana-Air Italy, il comandante Giuseppe Gentile, da sempre durissimo con i sindacati, ma che sul tavolo della Regione ha tenuto a bada il caratteraccio e preferito dialogare fino al compromesso. Stesso atteggiamento mostrato da Massimo Iraci, promosso direttore operativo di Alitalia-Cai da quando il predecessore – Guido Improta – è stato ingaggiato dal Governo Monti come sottosegretario ai trasporti. Alla fine anche Iraci ha conciliato. È stata la riunione del volemose bene e del ricordatevi di noi in futuro.

Per Roma e Milano. Come annunciato nel vertice di fine novembre, ieri Alitalia e Meridiana hanno sottoscritto l’impegno che i voli di prima fascia – in gergo la Ct1 – non subiranno rimpasti e stravolgimenti nel numero dei voli e nelle frequenze. È un impegno preso a denti stretti dalle due compagnie alle prese con un calo drastico, colpa della crisi, nei voli infrasettimanali per Roma e Milano. Per adesso a far cassa sono solo le corse dal venerdì sera al lunedì mattina, negli altri giorni il coefficiente di riempimento è spesso meno della metà. Per un po’ gli speaker ufficiali hanno resistito sull’argomento, ricordando all’assessore di non ricevere nessun contributo per quelle rotte, «siamo in regime di libero mercato», e anche rilanciato il loro diritto di accorpare i voli nel caso in cui uno o più aerei siano pieni solo al 50 per cento. Qualche scaramuccia c’è stata, poi hanno detto sì, nella speranza che i sardi riconoscano questo l’atto di buona volontà e amicizia. Fino a marzo, dunque, numero di voli e frequenze per Roma e Milano dovrebbero essere sicuri, o comunque spalmati secondo il criterio stabilito dell’andata e ritorno in mezza giornata.

Le altre destinazioni. Sono le sedici rotte con cui Alitalia e Meridiana collegano Alghero, Cagliari e Olbia con Torino, Verona, Bologna, Firenze, Napoli e Palermo. È la cosiddetta continuità territoriale 2 o Ct2, che a sua volta è divisa fra rotte dove la Regione compensa le perdite con dodici milioni l’anno e quelle garantite dalle compagnie senza sostegno economico pubblico. Ebbene, la riunione si è conclusa con la conferma per le due sottofasce dell’attuale orario. Fino a maggio per le rotte senza compensazione (Olbia-Bologna, Olbia-Verona, Cagliari-Torino e Alghero-Torino) e fino a ottobre per le altre dodici. L’impegno di Gentile e Iraci è stato formale, sarà sottoscritto a giorni e controfirmato dall’Enac, garante dell’accordo.

Nuova continuità. Ieri l’argomento non è stato affrontato. Non doveva esserlo visto che c’è una gara in corso, quella per Roma e Milano, e le interferenze non sono ammesse dalla legge. Ma è chiaro che Alitalia e Meridiana sperano di continuare a essere loro a gestire anche il prossimo contratto. Ma sanno bene che questa volta altre compagnie si faranno avanti. I nomi dei concorrenti li sanno a memoria: Air Berlin, EasyJet, Blue Panorama e forse Lufthansa. Ed è un quartetto che oggi fa paura al vecchio cartello.

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