Stamane, ho a lungo pensato ai tanti, forse troppi italiani, che vivono questi giorni di Pasqua nell’angoscia pensando al loro futuro. Nulla sarà più come prima dopo questa tragica pandemia ed oggi più che ma,i il Paese avrebbe bisogno di investimenti e di investitori. Oggi più che mai occorrerebbe guardarsi indietro e estrapolando ogni logica legata ad interessi di bottega, occorrerebbe identificare chi sono i possibili soggetti a cui rivolgersi per chiedere di dare il loro contributo nel determinare un futuro stabile per questo sfortunato Paese. Di certo le cosiddette IDE (Investimenti Diretti Esteri) che il nostro Paese ha ricevuto dal dopoguerra ad oggi, spesso si sono rivelati non reddituali per tenti investitori istituzionali e privati che hanno creduto nelle potenzialità dell’economia italiana, ad iniziare dai settori creativi e dal turismo, che sono stati i modelli di business maggiormente beneficiari degli investimenti esteri e che tra l’altro sono quelli che hanno dato il contributo maggiore alla bilancia commerciale italiana. Tra questi soggetti che hanno creduto nelle potenzialità del nostro Paese, in particolar modo investendo tante risorse monetarie in una regione di rara bellezza quale è la Sardegna, vi è certamente il Principe Karim Aga Khan, grazie al quale, un’area a vocazione rurale ha potuto esibire al mondo le proprie straordinarie bellezze naturali. Il principe Ismaelita è stato davvero il fratello maggiore di tanti abitanti di quell’isola, avendone determinato come nessuno il volano economico ed avendo intuito primo tra tutti quali enormi potenzialità di sviluppo socioculturale oltre che economico, si celassero in quelle rare bellezze naturali.

L’Aga Khan non ha mai smesso di amare quella terra e sono convinto che la drammatica decisione di mettere la parola fine alla compagnia aerea che aveva creato oltre 50 anni fa e che credo sia stata da lui amata oltre ogni ragionevole passione, sia stata una scelta quanto mai dolorosa, anche considerando l’enorme ammontare di denaro che negli anni è stato costretto a dover elargire a fronte delle costanti copiose perdite di Meridiana/Air Italy. Sono cifre miliardarie che nessuno avrebbe mai elargito, e sono convinto che anche il Principe Karim se ne rendesse assolutamente conto, ma il suo amore per la Sardegna e per la gente di quella terra e la sua fede religiosa, lo hanno sempre puntualmente portato anno dopo anno a coprire le costanti e notevoli perdite pur di tenere in vita quella impresa che oltre 50 anni fa aveva creato con il nome di Alisarda e che era diventata la compagnia di bandiera dell’Isola.

Ogni strategia pensata purtroppo si è sempre rivelata essere perdente sotto l’aspetto economico ed a nulla sono valse le acquisizioni di Eurofly e di Air Italy, così come il vorticoso turnaround di manager che ha caratterizzato la gestione della compagnia non è stato mai in grado di ottimizzare i meccanismi di processo interni secondo principi di efficienza e di efficacia reddituale tali da condurre l’aerolinea verso un posizionamento di mercato ottimale e coerente con la flotta in esercizio.

Purtroppo per il Principe Aga Khan e per i dipendenti di Meridiana/Air Italy nulla di peggio poteva succedere se non quello di trovarsi partner di Qatar Airways una delle compagnie peggio gestite della storia dell’aviazione mondiale come più volte espresso anche dai top manager americani. La antitesi reddituale di Qatar Airways al mondo è arcinota tra gli addetti ai lavori ed è seconda solo ad Alitalia, ma in questo Paese dove tutto è possibile, ecco che su brillante idea del MISE venne caldeggiata dall’allora Ministro Guidi questa “fusione fredda” tra il Principe ed i Qatarioti per investire e prendersi cura di quella già a quel tempo era un aerolinea in grave crisi economico finanziaria.

Il MISE, ovvero il Ministero dello Sviluppo Economico, da quando esiste non è mai riuscito a risolvere alcuna crisi aziendale, ma solo a sperperare i soldi pubblici ed a ingrassare le tasche dei Commissari Straordinari che a loro volta compongono un delizioso cluster di lobbying politico affarista e che sono quasi sempre gli stessi in quanto nominati sempre secondo il criterio “dell’amico di”. Bene, questo Ministero portò avanti tavoli di trattative durati circa due anni per convincere l’emiro del Qatar ed il CEO di Qatar Airways Al Baker ad investire in Meridiana. Più di una volta misi sull’avviso un mio caro amico, dirigente del MISE di allora, che si occupava dei tavoli di crisi e ricordo ancora che proprio il giorno in cui Al Baker era a Milano a presentare in pompa magna il piano di Qatar su Meridiana diventata Air Italy con i fantomatici 60 aerei su Malpensa, io mi trovavo a cena in un noto ristorante di Via Veneto proprio con il mio amico dirigente a cui dissi a chiare lettere che nulla di quanto era stato strombazzato da Al Baker quel giorno si sarebbe verificato e che tempo due o tre anni i Qatarioti sarebbero scappati a gambe levate lasciando nei guai sia il Principe che si sarebbe dovuto arrendere all’evidenza che i lavoratori di Air Italy che da un giorno all’altro si sarebbero trovati per strada senza alcun preavviso. Il mio commensale, memore delle mie previsioni su Alitalia, rimase alquanto turbato dalla mia tracotante certezza e preferì non tornare più sull’argomento sino al giorno in cui fu resa pubblica la decisione di liquidare l’impresa, quel giorno mi inviò un whats App con un emoticon più esaustivo di tante parole.

Era chiaro sin dall’inizio che in un mercato concorrenziale come quello Europeo, le incoerenti strategie Qatariote sarebbero state perdenti, tanto più che se per un attimo avevano pensato di utilizzare Air Italy per aggirare i rigidi protocolli Statunitensi sui diritti di traffico, le tre sorelle americane ed il Senato degli Stati Uniti d’America gli fecero immediatamente capire che non era area, per cui il momento stesso in cui lo capirono abbandonarono ogni investimento su Air Italy e le uniche due cose che seppero fare furono quella di piazzare a Milano un signore che non si capisce quali competenze avesse per gestire un aerolinea e quella di fare dumping sulle forniture di aeromobili, componenti e servizi. La combinazione di questi due elementi produsse perdite record ed ancora una volta il Principe Karim, anche con la gestione Qatariota, fu costretto a sborsare centinaia di milioni di euro per porre rimedio alle follie altrui sino a quando anch’esso qualche mese fa si è dovuto arrendere all’evidenza.

Circa la folle gestione Qatariota di Air Italy, ho già scritto su Start Magazine per chi ne fosse interessato, ma siccome al peggio non c’è mai fine e neanche al saccheggio dei soldi del Principe Karin ecco che si arriva ai giorni nostri e malgrado l’impresa si trovi in stato di liquidazione ed abbia smesso di operare già prima della pandemia, si assiste a fatti ed episodi davvero incredibili che ancora una volta vedono il Principe vittima di raggiri e inganni. E la cosa grave che in tutto ciò si specula sul dramma di 1.450 persone aggiungendo speculazione a speculazione ed approfittando dell’infinità disponibilità finanziaria ed umana del Principe Karim, il cui credo religioso gli impone stringenti comportamenti etici.

L’11 Febbraio del 2020 si riunisce presso un notaio di Milano, l’assemblea straordinaria di Air Italy che preso atto della perdita monstre di 356 milioni di Euro già consolidatasi al 30 Novembre 2019 e preso atto che a seguito dell’azzeramento del capitale sociale e delle riserve statutarie l’impresa si trova nella fattispecie di cui all’art. 2447 del cod. civile, a fronte della richiesta da parte del CdA dell’ennesimo versamento a copertura perdite, dopo oltre 50 anni di storia, il Principe decide di gettare la spugna. Ancora una volta però lo stesso Principe decide di evitare l’onta del fallimento e quindi la stessa assemblea delibera di liquidare l’impresa in bonis, ovvero vi è l’impegno degli azionisti a integrare i soldi necessari e coprire l’esposizione debitoria e quant’altro dovesse occorrere per la gestione della fase di liquidazione dell’impresa.

Ma alla storica compagnia sarda ed al suo azionista di sempre, neanche è concessa una tranquilla liquidazione. Ecco infatti, che dopo aver nominato due liquidatori ha avuto inizio la liquidazione più costosa e illogica della storia dell’universo. Il tutto dopo aver stabilito di corrispondere un modico compenso di trentamila euro al mese per i due liquidatori tra cui vi è l’onnipresente Dott. Enrico Laghi, nipote del Cardinale Laghi e già commissario di Alitalia delle cui prodezze ho ampiamente riferito nelle mie molteplici analisi su AZ,

Succede infatti che anche la liquidazione diventa per i signori Qatarioti un ottimo pretesto per continuare la loro speculazione ai danni della società e dell’altro azionista. Ed ecco che:  

  • dopo aver mandato quasi 1.500 persone per strada in un men che non si dica
  • dopo aver dato in leasing 5 anziani A330 a prezzi pari a oltre il doppio del mercato
  • dopo aver venduto componenti aeronautici e servizi ad Air Italy a prezzi strabilianti rispetto ai valori di mercato
  • dopo aver fatto gestire l’impresa ad un pittoresco personaggio e ad altri sconsiderati manager arrivati insieme a lui

dopo tutto ciò!! e come se tutto ciò non bastasse!! si inizia a speculare sin anche sulla restituzione di questi vetusti Airbus A330 a spese di Air Italy in liquidazione, approfittando della totale incompetenza in materia aeronautica dei due liquidatori e di qualche personaggio lasciato da Qatar in Air Italy a fare da cavallo di Troia.

Il 22 Marzo 2020 alle ore 09:48 Air Italy riceve una e-mail da Qatar Airways che circa il rispetto delle “condizioni di restituzione” di 4 dei 5 A330, recita quanto segue:

Good Morning,
Please be informed, Qatar Airways is planning to perform the physical inspection for all four Aircrafts as part of Technical acceptance from Air Italy as per the redelivery condition.

1.   EI-GGO (MSN:511 )
2.   EI-GGP (MSN:521 )
3.   EI-GFX (MSN:571 )
4.   EI-GGR (MSN:638 )

Please review and provide go ahead to perform the physical inspection for all four Aircrafts. It may be noted that once the inspection is completed, all findings along with the buyout commercial proposal will be provided to Air Italy through Qatar Airways contracts department

A questa e-mail dopo qualche minuto l’Accountable Manager di Air Italy Mark Boraman che era stato a suo tempo nominato dirigente responsabile della Manutenzione dalla gestione Qatariota, risponde scrivendo quanto segue:

Dear QR Team
Please proceed

In poche parole, si autorizza il Team Qatariota di valutare il rispetto delle “re-delivery condition” degli aeroplani ed eventualmente di quantificarne in termini economici il non rispetto di tali condizioni senza alcun contraddittorio e senza che nessuno per conto e nell’interesse di Air Italy assistesse a tali operazioni e controllasse la veridicità e la coerenza di eventuali findings reclamati da Qatar. Ma non è tutto!!!

Ancora oggi quegli aeromobili risultano essere sotto la gestione CAMO di Air Italy, la cui organizzazione è quindi la responsabile del rispetto delle regole Part M sulla aeronavigabilità continua in compliance ad EASA, essendo come si evince sulla stessa e-mail quegli aerei ancora oggi registrati presso il registro aeronautico irlandese. Ecco quindi che senza l’emissione del cosiddetto ARC (Airworthiness Review Certificate), si da mandato ad una organizzazione esterna alla CAMO Italiana e per giunta un’organizzazione non “EASA compliance” di mettere mano su degli aeroplani la cui sorveglianza è ancora in capo ad ENAC e quindi ad EASA. E tutto questo per continuare a speculare sui soldi del Principe Aga Khan e dopo aver distrutto una impresa e mandato a casa quasi 1.500 persone ignare e vittime di raggiri continuati.

Vorrei dire al sig. Boraman ed ai liquidatori che non so loro, ma io ho visto in TV gente piangere disperatamente dinanzi al Ministero dei Trasporti, ho visto madri disperate piangere per il futuro dei loro piccoli figli, ho visto gente distrutta dal dolore e credo che i soldi di Aga Khan ed il dolore di questa gente meritino il massimo del rispetto e della professionalità se non altro per un fatto etico e morale che ognuno dovrebbe sentire dentro di se innanzi alla sofferenza.

Ma purtroppo gli “impicci” non terminano qui per la sfortunata gente di Air Italy e per il suo sfortunato storico proprietario, perché i Qatarioti ormai senza più freni e senza alcun controllo, il 5 Aprile 2020 alle 14:07 avendo capito l’andazzo scrivono questa ulteriore e-mail circa lo sbarco di un motore dei suddetti aerei:

Please find below our commercial proposal for lease engine replacement.
A330 engine change    Amount (USD)
Fixed labor (B1 + B2) 610 m/hrs. 46,659
O & A labor (Findings) 35 m/hrs. based on previous engine change for IG.    2,677
Materials (actual usage) + 10% 50,664

Total (in USD)  100,000

 Labor rate is charged as USD 76.94 based on agreed rate in the Agreement with Air Italy as USD 70.00 in 2017 with 3% escalation per year
2017 = $70
2018 = $72.1
2019 = $74.263
2020 = $76.49

Please be advised that above cost excludes engine preservation, components removals and other logistics support for engine shipment. This will be charged on time and material basis.

Request your confirmation and acceptance to above proposal. AWR will be issued for sign off purpose.

 Currently we are planning lease engine removal on 7th/8th April 2020.

Anche in questo caso vi è la risposta di Mr. Boraman arriva più pronta che mai per come di seguito:

Thank you for your commercial proposal . Please accept this email as approval to proceed as per below .
Thank you for your support
Best regards

Con il lessor per cui lavoro da tanti anni, siamo soliti sostituire motori sia in America che in Europa, in questo caso, stiamo parlando della messa a terra di un motore CF6 80E che equipaggia l’A330.  Avrò gestito centinaia di queste operazioni ed il costo di mercato, a seconda delle diverse condizioni statiche e logistiche, varia da  10 a 15 mila dollari. Bene Qatar chiede 100 mila dollari per tale operazione in compliance ad un contratto sottoscritto con Air Italy a cui applica l’adeguamento del 3% annuo. Si rivela che tale contratto firmato nel 2017 prevede un costo orario per la manodopera di 70 dollari per ora, rispetto ad un costo di mercato per questo tipo di manutenzione che si può facilmente verificare essere intorno ai 40 dollari per ora, dichiara inoltre un corrispettivo di 608,6 ore di manodopera per un lavoro a cui usualmente si applicano dalle 300 alle 350 ore di manodopera. Infine, per non farsi mancare nulla vengono imputati oltre 50 mila dollari di non specificati materiali. E a tutto questo qualcuno senza esitazioni e senza alcuna richiesta di chiarimento qualcuno che dovrebbe fare gli interessi di Air Italy risponde:” Si procedete pure”.
Non ci sono parole!! Tutto appare incredibile!!!

Se ci fermassimo a riflettere su quante di queste malversazioni il Principe Aga Khan ha dovuto subire nella sua lunga avventura nel trasporto aereo e quale grande occasione perduta per questo Paese sia stato costringere un uomo ed un imprenditore di tale spessore a gettare la spugna, di certo qualcuno di quelli che hanno governato e governano questo Paese si dovrebbe fare un serio esame di coscienza. Ma inutile illudersi, non lo faranno mai!!!

Inoltre, ciò che è davvero difficile comprendere è la totale assenza di alcun tipo di moralità e di rispetto verso il dolore di quella gente che grazie ad acrobazie di questo tipo si ritrova senza più un lavoro e senza più alcuna prospettiva a piangere su ciò che sarà della propria vita.  A loro, vittime finali di questi scempi manageriali, dal più profondo del mio cuore vorrei dedicare questo mio scritto ed augurargli il meglio per il loro futuro.

di Gaetano Intrieri

(Fonte: gaetanointrieri.com)