La ricerca del palco non le appartiene. Non rincorre il suo rivale Michael O’Leary di Ryanair, ma al momento giusto piazza la stoccata.

Lei è Carolyn McCall, amministratore delegato della low fare easyJet dal 2010. Negli ultimi tre anni di esercizio fiscale ha mantenuto le promesse scalando le classifiche alla voce passeggeri trasportati. Così dai 58 milioni del 2012 siamo arrivati a quasi 65 milioni nel 2014 con l’Italia tra i mercati principali. “L’Italia è un buon mercato e profittevole – ha detto in un’intervista al Corriere della Sera – Abbiamo contribuito  a sviluppare l’economia del Paese e sia chiaro che quando arriviamo non prendiamo quote, ma allarghiamo il mercato”.

Nelle scorse settimane l’annuncio della prossima chiusura della rotta Milano Linate-Roma Fiumicino, che aveva creato un movimento di traffico di 500 mila pax. Quota non sufficiente per proseguire e così le macchine arancioni si alzeranno da Linate per raggiungere Amsterdam, Parigi e Londra. Mentre la base italiana di maggiore respiro sarà ancora Malpensa.

Lo dice la McCall a più riprese ma guarda con grande attenzione a quelle zone d’Italia lasciate scoperte dalla nuova Alitalia. La signora di easyJet non racconterà mai in anteprima che la base di Napoli può crescere, ma si limita sempre a dire che “ci saranno nuove opportunità”.

Lo stesso tono, la stessa risposta di Frances Ouseley, il direttore della compagnia per il mercato italiano che nella nostra rubrica Pressing del TTG del 6 aprile spiegò : “L’Italia dispone di margini di crescita interessante. A certe condizioni, ovvio”. Quali? “Dobbiamo fornire ritorno economico ai nostri azionisti”.

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