SION – L’aeroporto di Sion,che nei prossimi anni non potrà più contare sulla presenza delle Forze aeree, vuole diventare un centro di attività e di ricerca in materia di aviazione a propulsione elettrica. Presentato mercoledì, il progetto “green fly” è promosso da una start-up vallesana, in collaborazione con l’Alta Scuola specializzata della Svizzera occidentale (HES-SO) e l’EPFL.
L’aviazione elettrica “sarà l’aviazione del futuro”, secondo l’ex responsabile del marketing di Solar Impulse Gregory Blatt. Con il pilota di Air Zermatt Thomas Pfammatter, il parapendista Dominique Steffen, il co-fondatore di Solar Impulse André Borschberg e l’ingegnere elettrico di Solar Impulse Sébastien Demont ha fondato la società H55, una spin off di Solar Impulse, specializzata nella propulsione elettrica.

Da diversi mesi, Pfammatter, Steffen e Demont stanno testando un aereo elettrico acrobatico che a loro avviso prefigura l’aviazione del futuro. La start-up non ha tuttavia l’intenzione di dedicarsi alla costruzione di velivoli, ma concentra le proprie attività sulla gestione dell’energia, un settore nel quale i suoi promotori dispongono di una certa esperienza. Al progetto collabora la HES-SO, il cui professore Stéphane Genoud – appassionato di ultraleggeri – ha sviluppato un modello elettrico. Secondo l’insegnante, l’aeroporto di Sion si presta idealmente allo sviluppo della propulsione elettrica degli aerei.

Il progetto è seguito con interesse dall’antenna vallesana del Politecnico federale di Losanna (EPFL), già attiva nel campo della produzione e dell’immagazzinamento di energia, ha rivelato il suo direttore Marc-André Berclaz. L’elettricità e l’idrogeno sono i due principali settori di ricerca dell’EPFL a Sion.

L’obiettivo di “green fly” è di attirare nell’aeroporto vallesano le imprese specializzate nelle tecnologie pulite. Una sfida che convince la direttrice dell’aeroporto di Sion Aline Bovier, secondo cui lo sviluppo dello scalo non dovrà essere soltanto turistico, ma anche tecnologico.


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